sabato 28 gennaio 2012

Sull'inverno.

L'inverno morde, si esce poco. Se si esce ci si chiude da qualche parte, quindi tecnicamente ci si sposta, non si esce.
E' tirannico l'inverno. Decide quello che puoi fare e quello che non puoi fare.
L'inverno deprime la socializzazione, usura i polmoni, comprime le giornate.
L'inverno smaschera le velleità, impone sobrietà e dosi sempre maggiori di allegria sintetica.
L'inverno spesso uccide e copre, alcune volte cura ed illumina.

"Reagire al velleitarismo. Proporsi obiettivi discreti, raggiungibili, anche se si intenda approfondirli ed estenderli" (A. Gramsci, Quaderni del carcere)

mercoledì 28 dicembre 2011

Good luck.

Tra 48 ore finirà anche quest'anno e sento il dovere di lasciare due righe, una firma, un afflato. Quanto mi piace la parola afflato. Quanto odio la parola dovere.
363 giorni che sento addosso uno per uno.
Ho viaggiato ad Amsterdam, ho dormito in posti squallidi, ho bevuto e fumato, ho vomitato e sorriso, ho ascoltato gli stessi dischi che ascolto da dieci anni, ho vissuto più notti che giorni, ho visto più albe che tramonti.  Ho raggiunto e cementificato la consapevolezza che non posso progettare nulla nella mia vita.

Nel momento in cui progetto qualcosa, quel qualcosa crolla, collassa, svanisce. Non so, potrebbe essere un infame male generazionale. La precarietà, sia maledetta.
E' cambiato il Governo, è morto Osama ed insieme a lui altri personaggi cattivi, eppure io sento sempre più di vivere in un mondo di merda e sempre più ingiusto, in un Paese sempre più vecchio, desolato e desolante.
Vorrei che lei tornasse. Vorrei andar via. Vorrei aver il coraggio di dire addio a tutto ciò che qui mi lega. Esplorare, perdermi, conoscere. Vorrei svegliarmi in un posto in cui non esista il caffè ed il Sabato sera.
Non so se ci riuscirò, non voglio progettare nulla perché, appunto, tutto si risolverebbe in una camera soffocata dal fumo. La solita camera, il solito fumo.
Allora l'unico augurio che mi faccio e vi faccio e di avere sempre, anche nell'anno che verrà, un buon disco d'ascoltare ed un'alba da guardare. Ovunque voi siate.
"Good luck :"

sabato 19 novembre 2011

Fiducia si, entusiasmo no.

Il Governo Monti è ufficialmente in carica. Il Parlamento nei giorni scorsi ha votato una fiducia talmente ampia al professore da far impallidire persino "l'Aula sorda e grigia" del ventennio.
La politica, tuttavia, ne esce con le ossa rotte.
L'immagine della Camera durante la discussione sulla fiducia al nuovo Esecutivo ne è la rappresentazione plastica. Da un lato il Governo dei tecnici-professori-banchieri, dall'altro i partiti. E Berlusconi, seduto tra i banchi della maggioranza (o opposizione?). Il Cavaliere è stato disarcionato e ciò rappresenta, al momento, uno dei pochissimi dati certi e positivi che possiamo cogliere.
Ho ascoltato attentamente l'esposizione delle linee programmatiche tracciate da Monti. Ci sono cose buone, cose meno buone, ne mancano altre. Ne facesse la metà sarebbe il miglior Governo della storia repubblicana. Ma sono per l'appunto linee programmatiche sulle quali sarebbe poco serio esercitare giudizi, perché vivrebbero e morirebbero nell'arco di pochi giorni, giusto il tempo che li separerebbe dal primo Consiglio dei Ministri o dal primo decreto. Valuteremo i provvedimenti quando materialmente saranno prodotti, day by day.
Ho fiducia in questo Governo, composto da gente indubbiamente qualificata, ma non mi chiedete di essere entusiasta. Per chi, come me, dedica la maggior parte del proprio quotidiano vivere (feste incluse) alla politica, c'è davvero poco da essere entusiasti.
La politica italiana ha pagato la propria inconsistenza ed accecante assenza, finendo per essere sbattuta in panca a favore di tecnocrati che ora debbono salvare e rilanciare il Paese. Il prezzo di questo forzato (ma inevitabile) avvicendamento che noi tutti paghiamo è quantificabile nel grado di profonda mortificazione ed umiliazione inferto al sistema democratico italiano. Un calcolo che ritengo estremamente semplice se si pensa al fatto che chi da domani guiderà il Paese non ha ricevuto alcun mandato dai cittadini e non dovrà rendere conto del proprio operato al termine della legislatura.
Insomma, vivremo sino al 2013 in una situazione che definirei di regime sospeso. Nuovamente, c'è poco da essere entusiasti.
Sbaglia, perciò, chi giudica  la temporanea assenza della politica all'interno dell'Esecutivo come un momento positivo nella storia del Paese. La politica è quel luogo in cui s'incontrano i problemi e le speranze dei cittadini, il luogo dove si elaborano soluzioni, si disegnano percorsi e si tracciano orizzonti. Se la politica è assente, mi chiedo chi sarà a suggerire ai governanti le aspettative dei governati. Nessuno. O magari la BCE ed il Vaticano? Ah si, il Vaticano. La presenza dei discendenti di Torquemada nel Governo si è palesata più che in altri esecutivi del passato anche recente. Così, tanto per non fare scherzi su ICI, scuole private e diritti dei "diversi". Dio c'è.
Attendiamo fiduciosi i primi passi del nuovo Governo, ma al contempo è doveroso che si cominci sin da subito a lavorare alacremente affinché possa riaffermarsi nel nostro Paese il necessario primato della politica. Come? Innanzitutto riformando la Legge elettorale. Ci sono proposte di riforma degnissime, valutatele, parlatene. Se al contrario si preferirà avvalersi ancora del Porcellum, rinviando la discussione sulla riforma e, magari, sabotando il referendum beh, allora,  prevedo altri Governi Monti nei prossimi anni. E la prospettiva non mi entusiasma per nulla.
Chiudo con un'ultima riflessione. Il Presidente della Repubblica è intervenuto brillantemente in una situazione di cortocircuito istituzionale, spingendosi a mio avviso oltre le proprie prerogative ed i propri poteri. Affinché ciò non avvenga nuovamente in futuro, sarebbe opportuno che anche in Italia venisse introdotto l'istituto della "fiducia costruttiva". Non costa nulla, ma salva diverse cose. La politica innanzitutto.

giovedì 17 novembre 2011

Che succede a Francavilla?

Francavilla ricorda un po' una città del '500. A Francavilla non succede mai un cazzo.
Da una ventina d'anni alla guida della città c'è il Dottor Della Corte che da bravo anestesista è riuscito a narcotizzare ogni singolo grammo di coscienza civica.
Nei giorni scorsi però, la pace della laboriosa comunità brindisina è stata interrotta dalle inattese dimissioni dell'Assessore ai Lavori pubblici Ammaturo e dal conseguente, quanto poco usuale, azzeramento della Giunta.
Tutto rientrato in poche ore con un rimpastino ovviamente, come da tradizione dell'inscalfibile destra locale. Ciò nonostante ci sono almeno un paio d'interrogativi che butto lì, nel poco affollato spazio del dibattito politico francavillese.
Primo: chi è il parrucchiere del neoassessore ai lavori pubblici Andrisano?
Secondo: le opposizioni potrebbero educatamente informarsi su quanto avvenuto? Potrebbero indagare le ragioni vere e profonde che stanno dietro questo piccolo terremoto?
Perché è vero che Francavilla è una città del '500 dove non succede mai un cazzo, però ogni 10/15 anni si rompono degli equilibri di potere nei meandri di Palazzo Imperiali, equilibri pochi chiari, spesso invisibili ad occhio nudo. Equilibri che fanno capo alla politica da un lato ed alla pubblica amministrazione dall'altro e che, una volta rotti, provocano l'immobilismo della macchina amministrativa e conseguenti danni ai cittadini. Esempi? I Lavori pubblici, per rimanere in tema. Le diciottomila opere pubbliche che giacciono a Francavilla non solo sono la prova di quanto descritto in precedenza, ma forse suggeriscono alcune cose.
Che succede a Francavilla?

lunedì 14 novembre 2011

All'Italia! Cin cin!

Sembrava ieri che c'era Berlusconi al Governo. Infatti era ieri.
Oggi non c'è più, cancellato, finito, un ricordo. Faranno i poster, i libri, le raccolte di medaglie che raccontano le gesta di Silvio verranno vendute in tutte l'edicole del Paese, Isole comprese.
Si ma il berlusconismo c'è ancora, dicono. Ok, ma intanto non c'è più Berlusconi e mi accontento. Penseremo a come estirpare anche il berlusconismo, magari piazzando Piero Angela in prima serata quattro giorni a settimana.
Oggi è un altro giorno. Eccheccazzo, l'aspettavamo da diciassette anni!
Che bella che era l'Italia Sabato sera, piazze piene e discoteche vuote, avrebbe commentato l'arguto Nenni.
L'aria è diversa. Stamattina sono pure andato a fare colazione al bar, così, per dare una spinta alla nostra malandata economia. Cappuccino, cornetto ed un bicchiere d'acqua frizzante.
Repubblica addirittura ha creato un sondaggio per dare un titolo a questa "new era" come l'ha descritta ieri il New York Times  ( sì lo ammetto, durante l'orgasmo postdimissioni ho letto pure il New York Times).
Ora tocca a Mario Monti, anche se non bisogna dimenticare che in Parlamento siedono ancora onorevoli troie e Gasparri vari. E saranno loro a votare positivamente o meno le leggi che proporrà il SuperMario bianco.
Aspettiamo, vediamo, c'è fiducia, voglia di ritornare ad essere il Paese che tutto il mondo ha sempre rispettato ed ammirato.
Ritorno al bar, faccio un aperitivo. Per aiutare l'economia italiana, ovviamente.

All'Italia! Cin cin!

venerdì 11 novembre 2011

Bella ciao!

E così Berlusconi è caduto ed io non riesco ad essere felice.
Come scriveva Palahniuk in Invisible Monsters : "Il futuro è passato dall'essere una promessa ad essere una minaccia".  
Ora, chiariamoci, tutto quello che verrà dopo Berlusconi sarà sicuramente migliore rispetto a tutto quello a cui abbiamo assistito negli ultimi diciassette anni. Però, però. Apro i quotidiani stamani e leggo cose del tipo "Buttiglione Ministro dell'Istruzione". Allora, mi state prendendo per il culo?
Non ci voglio credere, mi auguro siano notizie catalogabili nelle solite castronerie giornalistiche utili a vendere una copia in più.
Lasciamo perdere Palahniuk e Buttiglione, voglio pensare positivo, me lo impone la mia giovine età, la giornata soleggiata e la festa di San Martino.
Gramsci lo aveva previsto in tempi non sospetti :"I Comunisti salveranno l'Italia".
Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica e biograficamente comunista, ha preso in mano le sorti del Paese.
Ha scelto Mario Monti per guidare l'Italia in questa difficile fase. Keynes era impegnato.
Ora, leggo un sacco di stronzate su Monti. Stronzate perché i suoi detrattori non conoscono una mazza di economia e non hanno mai comprato il Sole24Ore, come il sottoscritto. Però uno che ha multato Bill Gates, non il tipo della Trony, per 500 milioni di euro è uno che a me trasmette fiducia. Uno che va a prendere la moglie dalla stazione con la propria utilitaria a me trasmette fiducia. Uno che guida la più importante Università italiana a me trasmette fiducia (questo forse non del tutto, però lo scrivo). Uno che quando parla in Europa non viene preso per il culo come il Cavaliere a me trasmette fiducia.
Mi viene in mente una scena del film Santa Maradona nella quale i due protagonisti, due ragazzi senza un lavoro fisso, si ritrovano in una libreria alla ricerca di un libro in cui trovare qualche buona idea per il loro futuro. Alla fine, dopo aver spulciato diversi testi, decidono di comprare un libro di Bill Gates perché "E' l'uomo più ricco dell'Universo, ci sarà pure una buona idea dentro?!" . E' così noi ci affidiamo a Monti, uno che di economia ne dovrebbe capire qualcosa.
I mercati finanziari, quelli che ci stanno facendo il culo in questi giorni, vivono di emozioni. Monti mi pare uno che garba ai mercati finanziari e noi, piaccia o non piaccia, e con i mercati che in questo momento dobbiamo fare i conti.
Ne usciremo, perché siamo italiani e per Costituzione sappiamo come uscire dalla cacca. Magari senza Buttiglione è meglio.
Però non dobbiamo dimenticare. Non dobbiamo dimenticare chi ci ha governato per gran parte degli ultimi diciassette anni portandoci in questa situazione. Non possiamo dimenticare, non dobbiamo dimenticare.
Magari, un giorno, verrà approvata la legge per il libero sputo in un occhio.
Per il momento ci dovremo accontentare di scrivere che l'Italia da domani sarà un Paese un po' più normale ed un po' più libero. Non è poco. Bella ciao!

giovedì 3 novembre 2011

E' qui la festa!

Manca poco, ci siamo quasi, un ultimo sforzo!
No, non è un parto. Non nasce nessun nuovo abitante della Terra. E poi, non avete letto? Siamo già 7 miliardi ed alla conta mancano Turigliatto, la figlia di Al Bano e Mike Buongiorno. Non c'è spazio.
Non so voi, ma io sto pensando a come sarà quella giornata. Manca davvero poco, ci siamo quasi, un ultimo sforzo ed avremo espulso questa merda di Governo. A saperlo prima, avrei mangiato più Activia Danone.
Immagino tanta gente in giro per le strade, i bar che offrono da bere, i cani della Finanza che giocano allegri con una palletta. Tricolori appesi ai balconi e donne pronte ad offrire le loro grazie per festeggiare questa giornata. Magari sono andato un po' oltre con l'immaginazione ma, comunque, credo che sarà una giornata memorabile per il nostro Paese.
E non mi rompete i coglioni con il grillismo, il diamocilemartellatesullepallismo, il qualunquismo, la legge di Murphy, la casta, le auto bianche e le mozzarelle blu.
L'Italia del dopo sarà sicuramente migliore dell'Italia di oggi.
Sorriderà anche la Gioconda, sorriderà così tanto da far vedere i denti. Poi riuscirà a scappare dal Louvre sfanculando Napoleone e Sarkozy, tornerà in Italia e si candiderà alle primarie del centrosinistra.
I Radicali, intanto, saranno passati con l'UDC perché dicono di avere diversi punti del programma in comune.

Here is the party?